Reperti > Tavoletta in cuneiforme accadico Tavoletta in cuneiforme accadico Lettera in dialetto assiro relativa a vicende di affari, verosimilmente connessi ai traffici carovanieri tra Assur e l'Anatolia. Si menziona un processo in svolgimento nella capitale assira, da dove il mittente scrisse a due suoi sodali/parenti nel “fondaco” mercantile di Kanesh.
Provenienza Kanesh
Paleo-assira (XIX sec. a.C.)
Argilla

3,7 x 4,4 x 1,6 cm

“A.. ushga e Shat-Ashshur, dì: così (parla)
Nab-Sin. Stiamo bene: non ti preoccupare!
Notizie buone udiamo tutto il tempo.
(Non appena) otterremo (una decisione) sulla nostra questione giudiziaria, invierò quanto prima (notizie) della nostra salute. Non ti preoccupare!”

Lettera in dialetto assiro di due individui ad un terzo, relativa a vicende di affari, verosimilmente connessi ai traffici carovanieri tra Assur e l'Anatolia. Si menziona un processo in svolgimento nella capitale assira, da dove il mittente scrisse a due suoi sodali/parenti nel “fondaco” mercantile di Kanesh; la tavoletta fu ritrovata nell'archivio anatolico.
Per l’ampia rete mercantile in Anatolia di età paleo-assira, gravitante attorno all’“interporto” o “fondaco” (karum in accadico) di Kanesh, oggi Kültepe, presso Kayseri. I rapporti con l'elemento locale a Kanesh risultano essere stati ottimi, e condotti all'insegna della reciproca integrazione. Gli stranieri residenti nel fondaco godevano di extra-territorialità, e dipendevano giuridicamente dalla madrepatria, pur pagando tasse varie al palazzo reale di Kanesh. Nella capitale assira risiedevano non solo gli agenti dei maggiori mercanti operanti in Anatolia, ma altresì i finanziatori a monte delle imprese commerciali stesse. Il sistema prevedeva la collaborazione di varie persone (spesso legate in vere e proprie consociazioni, sulla base di parentele o meno) per l'allestimento delle carovane a Assur, e, una volta giunti a destinazione attraverso varie tappe, per la gestione degli affari a Kanesh.
 

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