Reperti > Mattone con iscrizione in cuneiforme accadico Mattone con iscrizione in cuneiforme accadico L'iscrizione presenta la titolatura reale di Salmanassar III d'Assiria (859-824 a.C.) con la menzione del padre Assurnasirpal II e del nonno Tukulti-Ninurta II.
Provenienza Kalkhu (Nimrud)
Neo-assiro (ca. 830 a.C.)
Argilla

16 cm x 34 x 6 cm

“Salmanassar (III), grande re,
re potente, re della totalità,
re d'Assiria, figlio di Assurnasirpal (II), re grande,
re potente, re della totalità,
re d'Assiria, figlio di Tukulti-Ninurta (II), re della totalità, ancora re d'Assiria:
(mattone del) sostegno
della torre templare (ziggurat)
di Kalkhu”

L'iscrizione specifica che il mattone medesimo proviene dal muro di sostegno della grande ziggurat di Nimrud/Kalkhu, costruita dal sovrano nell'angolo nord-ovest della cittadella, per un'estensione di 60 metri quadri, con muri di pietra (parte inferiore) e mattoni cotti (parte superiore). L'edificio è tuttora visibile nella sua forma e nelle sue dimensioni essenziali; non sarebbe stato distrutto nelle recenti devastazioni a Nimrud/Kalkhu compiute dallo Stato Islamico (2015-2016).
Il re e suo padre, qui menzionati, marcano il passaggio del regno assiro a una fase effettivamente pre-imperiale nel corso del IX secolo a.C. Assurnasirpal II consolidava il controllo dei confini già acquisiti sull'alto Tigri e soggiogava la regione di Zamua ad est del fiume, proteggendo le vie commerciali verso la zona iranica. Il suo massimo impegno fu però profuso attorno alla grande curva dell’Eufrate – strategicamente cruciale per l’accesso all’area siriana – dove la resistenza armata aveva come fulcro lo Stato aramaico di Bit-Adini, retto dall’abile Akhuni. Il sovrano, infine, spostava a Kalkhu la capitale politica, lasciando la città-madre di Assur come centro religioso nazionale.
Il figlio Salmanassar III realizzava la sconfitta definitiva di Akhuni, e quindi – dopo azioni intimidatorie contro la crescente potenza di Urartu a nord-est – invadeva l’area transeufratica con un ingente esercito (853). Qui veniva fermato nella battaglia campale di Qarqar da una coalizione altrettanto nutrita, capeggiata dagli Stati aramaici di Hama e di Damasco. Successive campagne nel Levante non portavano alla conquista di Damasco, il nuovo fulcro di potere nell’area. Nei suoi ultimi anni scoppiava una rivolta interna, cui prendevano parte le maggiori città del regno.
 

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